L’ora sacra e la mia morning routine. La mia ricetta per la granola.

Il mattino ha l’oro in bocca.

A volte i proverbi nascondono delle piccole verità.

Non ho mai fatto fatica a svegliarmi presto al mattino, ne faccio molta di più a tirare tardi la sera. Fin dalle superiori mi sono abituata ad alzarmi alle 6. All’epoca lo facevo per incontrare il mio ragazzo di allora prima di entrare a scuola. Poi ho continuato a farlo anche quando ho cominciato l’università perché era un’abitudine che mi faceva stare bene, che mi permetteva di cominciare la giornata con il piede giusto.

Quando ho cominciato a lavorare ho continuato ad alzarmi presto. Mi alzavo un’ora prima del necessario per dedicare quella prima ora della giornata alle cose belle, per non dovermi subito buttare nel lavoro dedicando gli scampoli della giornata alle mie passioni.

Col tempo quell’ora mattutina è diventata sempre più preziosa perché mi permetteva di portare avanti le mie passioni (e ne ho sempre avute tante!) nel momento della giornata in cui ero più fresca, reattiva, concentrata e di buonumore.

Poi ho cominciato a sentire parlare di morning routine e a capire che non ero la sola a prediligere le prime luci del giorno per dedicarsi alle proprie passioni.

Andrea Giuliodori parla da anni dell’ora sacra e della ritualità ad essa legata. Andrea la descrive così:


Avere un’ora sacra significa iniziare la propria giornata dedicando del tempo a sé stessi e alla propria crescita personale. Significa ritagliarsi un’ora in cui niente e nessuno può disturbarci. Significa programmare il proprio cervello per il successo.

Quando ne lessi per la prima volta mi stupii perché avevo sempre espresso lo stesso concetto senza avere idea che fosse stato codificato da qualcuno. Mi rendevo conto che per me era proprio così. Quell’ora recuperata al mattino, rubata alla notte, sacrificata al sonno, era per me un momento magico, di pace e di ricarica; qualcosa che mi permetteva di affrontare al meglio la giornata, senza sentirmi schiacciata dagli impegni. Andare a dormire col pensiero che le prime cose che avrei fatto il giorno dopo sarebbero state le cose che mi facevano stare bene, che mi stimolavano, che amavo, era per me la migliore conciliazione per il sonno.

Negli anni, mano a mano che il lavoro si faceva sempre più impegnativo e totalizzante, ho cominciato a recuperare sempre più tempo mattutino tutto per me.

Recentemente ho scoperto un sito che si chiama proprio My Morning Routine e parla delle abitudini mattutine di persone di successo in vari campi. Seguendolo ho scoperto che alzarsi presto è un’abitudine di tantissimi uomini e donne e che questo presto comincia in orari per la maggior parte delle persone inimmaginabili.

Ispirata dai racconti di molte routine mattutine e rafforzata dai benefici della mia personale routine ho cominciato ad anticipare progressivamente sempre di più l’ora in cui mi alzo la mattina fino ad arrivare alle attuali 4.30. E anche se mi rendo perfettamente conto di quanto appaia un orario folle per la maggior parte delle persone, sono arrivata alla conclusione che questo è l’orario perfetto per me, quello che mi permette di portare avanti le mie passioni, di scrivere su questo blog, quello che mi fa andare a letto contenta la sera perché so che la mattina dopo avrò del tempo per me stessa.

La colazione, in tutto questo, diventa un pasto imprescindibile perché con la giornata che inizia così presto serve a darmi la carica per affrontare tutte le ore successive fino al momento del pranzo.

Mi piace variare spesso colazione perché le stesse cose, dopo un po’, mi annoiano. E, chiaramente, le mie colazioni sono quasi sempre fatte in casa. Di solito scelgo dolci o biscotti fatti da me, oppure le uova declinate in tutte le loro forme ma anche una fetta di pain perdu è un’ottima soluzione quando in casa non hai quasi nulla!

Ma da quando ho trovato la ricetta perfetta per la granola devo ammettere che le mie colazioni stanno diventando sempre più monotone! Yogurt bianco e granola ultimamente vanno per la maggiore.

La ricetta perfetta è spudoratamente ispirata a quella di Orangette ma con qualche variazione, soprattutto con l’eliminazione delle scaglie di cocco che proprio non mi piace.

Di base utilizzo fiocchi d’avena, semi di girasole e semi di zucca a cui aggiungo sale, zucchero di canna, olio extravergine di oliva e sciroppo d’acero. Questa costituisce la mia base che poi arricchisco a seconda delle disponibilità della dispensa. La versione che vedete nelle foto prevede l’aggiunta di nocciole, mirtilli rossi e semi di anice (ed è la migliore che ho realizzato!) ma vi potete sbizzarrire utilizzando frutta secca, frutta disidratata, semi, spezie o cioccolato e accostando i sapori come preferite. L’importante è seguire il procedimento della ricetta alla lettera per ottenere una granola croccante e aromatica, soprattutto facendo attenzione alle temperature ed ai tempi di cottura.

Al posto del sale di Maldon potete usare anche del semplice sale fino ma, in questo caso, la croccantezza delle scaglie di sale è perfetta in abbinamento alla croccantezza della granola. E non vi stupite se in una preparazione dolce è presente il sale tra gli ingredienti. Samin Nosrat ci ha insegnato a non aver paura del contrasto dolce/salato e, nel caso di questa granola, è davvero ciò che la rende unica.

L’ultimo fine settimana che, con l’Epifania, ha chiuso il periodo delle festività natalizie, lo abbiamo trascorso a Varazze, dai genitori di Davide. Ad accoglierci abbiamo trovato sole e giornate primaverili. Tornare ai -4° di Firenze non è stato affatto facile!

La mia colazione preferita al bar è stata per anni il budino di riso, che si trova facilmente in tutti i bar della toscana. Il contrasto tra la friabilità della pasta frolla e la morbidezza quasi liquida del ripieno di riso mi ha sempre esaltata. Prepararlo in casa è una delle cose che sogno di riuscire a fare un giorno. Quando ci proverò utilizzerò sicuramente la ricetta di Giulia.

Una delle mie colazioni casalinghe preferite è quella a base di un pane dolce o una brioche, qualcosa di poco dolce che può essere mangiato morbido o tostato. Uno dei pan dolci che dovrò provare prima o poi è quello all’uvetta e miele che propone Ilaria.

Spostandoci al di là dell’Oceano, invece, la mia colazione prediletta sono senz’altro i cinnamon rolls in tutte le loro declinazioni. Perché non provare, quindi, il cinnamon crucnch braided brioche bread proposto da Tieghan?

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